Roma ospiterà una nuova grande mostra che esaminerà il rapporto che ha plasmato la nascita del Barocco. Bernini e i Barberini esamina il legame tra lo scultore e architetto Gian Lorenzo Bernini e il suo primo grande mecenate, Papa Urbano VIII.
Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, la mostra esplora il legame artistico, politico e personale tra Bernini e Maffeo Barberini. Barberini divenne papa Urbano VIII nel 1623 e rimase il più potente sostenitore del Bernini per più di due decenni.
Gli organizzatori affermano che la mostra offre un’opportunità senza precedenti per riconsiderare le origini del Barocco attraverso questa stretta collaborazione. Insieme, Bernini e Urbano VIII contribuirono a definire un nuovo linguaggio visivo che rimodellò Roma e influenzò l’arte europea per generazioni.
Chi era Bernini?
Nato a Napoli nel 1598, Gian Lorenzo Bernini si trasferì a Roma da bambino con il padre Pietro Bernini, stimato scultore. Il suo talento prodigioso si manifestò presto. A vent’anni Bernini aveva già prodotto opere che combinavano movimento drammatico, intensità emotiva e brillantezza tecnica nel marmo. Queste qualità diventerebbero tratti distintivi dello stile barocco.
Bernini non fu solo scultore. Ha lavorato come architetto, pittore, scenografo e ingegnere. Sotto Urbano VIII divenne la figura artistica di punta della Roma papale. Soltanto i suoi progetti per la Basilica di San Pietro gli assicurarono un posto nella storia, compreso il monumentale Baldacchino in bronzo sopra l’altare maggiore e gli interventi successivi in tutta la basilica.
La mostra ‘Bernini e i Barberini’
La mostra segue il successo della mostra Caravaggio 2025 e coincide con il 400° anniversario della consacrazione della nuova Basilica di San Pietro. Quel momento segnò una svolta nell’architettura barocca romana e nella carriera del Bernini.
Le opere esposte provengono da importanti musei e collezioni private. Molti vengono presentati in Italia per la prima volta. L’obiettivo è quello di trasmettere tutta la complessità di un momento artistico decisivo.
La mostra si compone di sei sezioni. Ciascuno si concentra su una fase chiave del rapporto di Bernini con la famiglia Barberini. La narrazione ripercorre il suo sviluppo da giovane prodigio a maestro maturo. I pezzi forti includono San Sebastiano del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e il Putto con drago del Getty Museum. Queste opere mostrano l’emergere della scultura barocca come linguaggio distinto e potente.
La mostra esamina anche il rapporto di Bernini con il padre. Prestiti come le Quattro Stagioni della collezione Aldobrandini esplorano il loro dialogo artistico e i metodi di lavoro condivisi.
Saranno riuniti diversi capolavori in marmo di Bernini, Giuliano Finelli e Francesco Mochi. Queste opere sono normalmente disperse tra collezioni pubbliche e private.
Urbano VIII ha un posto di rilievo. Busti in marmo e bronzo del papa compaiono accanto a uno dei pochissimi dipinti saldamente attribuiti al Bernini.
Bernini pittore
Un’altra sezione si concentra sul Bernini pittore. Incoraggiato da Barberini, esplorò la pittura accanto alla scultura e all’architettura. La mostra comprende tele esposte pubblicamente per la prima volta. L’unico grande dipinto pubblico del Bernini apparirà accanto al suo compagno di Andrea Sacchi, entrambi in prestito eccezionale dalla National Gallery di Londra.
Disegni, incisioni e modelli completano il quadro. Queste opere illustrano il ruolo del Bernini nelle vaste campagne edilizie di San Pietro, dal Baldacchino alla tomba di Urbano VIII.
Per tutti i dettagli della mostra, comprese le date e le informazioni sui biglietti, si consiglia ai visitatori di consultare il sito ufficiale.
Leggi anche: Il giorno in cui mi innamorai della scultura