L’Autorità Antitrust italiana ha ordinato a Meta di sospendere i termini contrattuali su WhatsApp che escludono i servizi rivali di chatbot AI. La decisione, annunciata mercoledì, collegamenti ad un’indagine in corso sul possibile abuso di posizione dominante sul mercato.
L’indagine si concentra sull’integrazione da parte di Meta del suo servizio Meta AI nella piattaforma WhatsApp. Le autorità di regolamentazione stanno valutando se questa integrazione limiti ingiustamente la concorrenza nel mercato dei servizi di chatbot basati sull’intelligenza artificiale.
Secondo l’autorità, il comportamento di Meta potrebbe limitare la produzione, l’accesso al mercato e lo sviluppo tecnico. Ha affermato che questi effetti potrebbero danneggiare i consumatori riducendo la scelta e l’innovazione. L’autorità di vigilanza ha aggiunto che il comportamento potrebbe già causare danni gravi e irreparabili alla concorrenza mentre le indagini continuano.
L’autorità ha inoltre avvertito che le azioni di Meta potrebbero compromettere la contendibilità del mercato. Ha affermato che le misure provvisorie erano necessarie per prevenire ulteriori danni prima che l’indagine giungesse ad una conclusione.
Meta ha detto che farà ricorso contro la decisione. Un portavoce dell’azienda ha definito la decisione infondata e ha criticato l’interpretazione dell’autorità circa il ruolo di WhatsApp sul mercato.
Il portavoce ha affermato che l’autorità tratta erroneamente WhatsApp come una piattaforma di distribuzione di app. Hanno aggiunto che l’emergere di chatbot AI sulle API aziendali di Meta ha esercitato pressione sui sistemi non progettati per supportare quel tipo di utilizzo.
Meta ha sostenuto che le aziende di intelligenza artificiale commercializzano i loro prodotti attraverso app store, siti Web e partnership di settore. Ha affermato che la piattaforma WhatsApp Business non è destinata a fungere da mercato per i servizi di intelligenza artificiale.