È morto all’età di 92 anni il grande tennista italiano Nicola Pietrangeli, hanno riferito fonti lunedì. La sua morte chiude un capitolo importante nella storia dello sport in Italia.
Pietrangeli è stato il primo italiano a vincere un titolo del Grande Slam in singolare. Ha vinto l’Open di Francia nel 1959 e nel 1960, ed è arrivato secondo a Parigi nel 1961 e nel 1964. Ha guidato l’Italia alla finale della Coppa Davis nel 1960 e nel 1961 e in seguito è stato il capitano della squadra che ha vinto il trofeo per la prima volta nel 1976.
Pietrangeli è stato inserito nella International Tennis Hall of Fame nel 1986, un riconoscimento condiviso tra gli italiani solo con Gianni Clerici.
Sono arrivati tributi da tutto lo sport e dalla politica. Il premier Giorgia Meloni lo ha definito “un simbolo del tennis italiano”. Adriano Panatta ha detto di aver “perso un amico” e Paolo Bertolucci lo ha descritto come “il nostro primo eroe del tennis”. Il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi ha detto che Pietrangeli “ci ha insegnato cosa significa vincere”. Il ministro dello Sport Andrea Abodi lo ha definito “un rivoluzionario che ha scritto la storia del tennis”. Rafael Nadal lo ha definito “un grande del tennis mondiale”. Quotidiano francese L’Équipe ha scritto di aver reso popolare il tennis in Italia quando era ancora visto come uno sport d’élite.
Pietrangeli è rimasta una voce di spicco del tennis italiano. Ha seguito da vicino l’ascesa di Jannik Sinner. Ha spesso commentato la nuova generazione, inclusa la decisione di Sinner di saltare la recente stagione di Coppa Davis dell’Italia dopo aver contribuito a garantire i titoli nel 2023 e 2024.
La carriera di Pietrangeli
Nato a Tunisi nel 1933 da padre italiano e madre russa, Pietrangeli si trasferì a Roma nella prima adolescenza. Divenne noto per la sua eleganza sulla terra battuta, il suo rovescio con una mano sola e il suo stile atletico. Prima dell’era Open, fu elencato tra i primi tre giocatori del mondo per tre anni, dal 1959 al 1961.
Ha vinto due titoli dell’Open d’Italia e ha giocato 164 partite di Coppa Davis, un record mondiale che comprende 78 vittorie in singolare e 42 vittorie in doppio. Con Orlando Sirola formò una delle coppie di doppio più conosciute d’Italia. Raggiunse anche le semifinali di Wimbledon nel 1960 e i quarti di finale degli Australian Open nel 1957. Fu campione italiano ogni anno dal 1955 al 1960.
La sua vita fuori dal campo è stata ampiamente seguita. Sposò Susanna Artero, madre dei suoi tre figli. Successivamente ha avuto una lunga relazione con la conduttrice televisiva Licia Colò, che lunedì ha dichiarato di essere “sempre rimasto giovane nello spirito”.
Pietrangeli aveva perso il figlio Giorgio all’inizio di quest’anno mentre era sottoposto ad accertamenti al Policlinico Gemelli di Roma. In seguito disse: “Non dovresti mai sopravvivere ai tuoi figli”.
Scherzava spesso sul desiderio che le sue ceneri fossero sparse sulla terra rossa del Foro Italico, dove il campo centrale porta il suo nome. Lì avverrà il suo ultimo addio. Mercoledì 3 dicembre, dalle 9 alle 12, la cappella del riposo sarà aperta. Seguiranno i funerali, alle 15, presso la Chiesa di Santa Maria della Gran Madre di Dio, nei pressi di Ponte Milvio.