Fano, crocevia della storia romana e adriatica

Fano è una città costiera nelle Marche, dove la storia romana incontra il mare Adriatico alla fine della Via Flaminia. Situata a 12 chilometri a sud-est di Pesaro, ha una popolazione di circa 59.000 abitanti, più piccola delle vicine Ancona e Pesaro ma ricca di spessore storico.

La città era conosciuta nell’antichità come Fanum Fortunae, ovvero Tempio della Fortuna, dal nome di un importante santuario dedicato alla dea Fortuna. La sua prima menzione documentata risale al 49 aC, quando Giulio Cesare prese il controllo dell’insediamento durante la sua marcia attraverso l’Italia centrale. Sotto Augusto Fano divenne una colonia romana, protetta da mura, di cui sopravvivono parti, e segnalata dall’Arco d’Augusto, costruito nel 2 dC e tuttora presente all’ingresso del centro storico.

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L’importanza strategica di Fano continuò fino alla tarda antichità. Nel 271, le forze romane sconfissero gli Alamanni vicino al fiume Metauro, appena nell’entroterra della città. Dopo che gli Ostrogoti la distrussero nel 538, i Bizantini ricostruirono Fano. Divenne capitale della Pentapoli marittima, insieme a Rimini, Pesaro, Senigallia e Ancona. Nell’VIII secolo passò allo Stato Pontificio, dando inizio ad un lungo periodo di dominio ecclesiastico.

Storia adriatica di Fano

Dal XIV secolo la città passò sotto il controllo della famiglia Malatesta. Galeotto I Malatesta stabilì il suo dominio nel 1356, e Fano divenne successivamente residenza di Pandolfo III Malatesta. Sotto suo figlio Sigismondo Pandolfo Malatesta, le forze papali assediarono la città e alla fine la restituirono all’amministrazione pontificia. Passò poi brevemente sotto Cesare Borgia prima di entrare a far parte del Ducato di Urbino.

Fano soffrì pesantemente in epoca moderna. Durante le guerre napoleoniche venne saccheggiato. Ha avuto un ruolo attivo anche nel Risorgimento. Entrambe le guerre mondiali hanno lasciato cicatrici profonde. La città fu bombardata ripetutamente durante la Prima Guerra Mondiale e ampiamente durante la Seconda Guerra Mondiale, quando le forze alleate presero di mira ponti e collegamenti ferroviari sul Metauro. Le truppe naziste in ritirata distrussero tutti i campanili della città.

Tra i monumenti più importanti di Fano c’è la cattedrale, ricostruita nel XII secolo dopo un incendio, con una facciata restaurata negli anni ’20. Altre chiese importanti includono San Francesco, che ospita la tomba di Pandolfo III Malatesta progettata da Leon Battista Alberti, e Santa Maria Nuova, sede di opere del Perugino, con possibili contributi di Raffaello. L’antico tempio della Fortuna si trova sotto l’ex convento di Sant’Agostino.

Corte Malatestiana Credito immagine: Brucarlo, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons” class=”wp-image-14938″  /></figure>
<p>I monumenti secolari riflettono il passato medievale e rinascimentale di Fano. La Corte Malatestiana e la Rocca Malatestiana dominano il centro storico, mentre il Palazzo del Podestà ospita il Teatro della Fortuna. Il Museo Civico della città contiene materiale archeologico e opere di artisti tra cui Guido Reni e Giovanni Santi.</p>
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Fano rimane un vivace centro culturale. Il suo festival annuale Fano dei Cesari ricrea le tradizioni romane con sfilate e corse di bighe, mentre Fano Jazz by The Sea attira artisti internazionali ogni estate. La Biblioteca Federiciana, fondata nel 1720, è una delle più antiche biblioteche pubbliche d’Italia.

Recenti scoperte archeologiche, tra cui il rinvenimento di una basilica romana attribuita a Vitruvio, hanno rinnovato l’attenzione sull’antico ruolo della città.