Un furto d’arte a mezzanotte alla Fondazione Magnani Rocca, vicino a Parma, ha sconvolto il mondo dell’arte: i ladri si sono impossessati di tre capolavori impressionisti per un valore stimato di 9 milioni di euro.
In uno dei furti d’arte più audaci degli ultimi anni in Italia, una banda di ladri mascherati ha fatto irruzione nella Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, vicino Parma, nelle prime ore del 23 marzo. Hanno rubato tre opere di Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne e Henri Matisse. L’intera operazione è durata meno di tre minuti.
Quattro uomini mascherati sono entrati nella villa della Fondazione Magnani Rocca, vicino a Parma, nel nord Italia, e sono fuggiti con le opere d’arte nella notte tra domenica scorsa e lunedì, ha confermato all’AFP un portavoce dei Carabinieri. I ladri hanno forzato la porta d’ingresso per accedere ad una stanza al primo piano prima di fuggire attraverso i giardini del museo.
Le tre opere rubate – tra i pochi pezzi di questi artisti conservati nelle collezioni pubbliche italiane – lo sono I Poissons (Pesce) di Renoir, Natura morta con ciliegie di Cézanne, ed Odalisca sulla terrazza di Matisse. Il loro valore complessivo stimato è di 9 milioni di euro, di cui 6 milioni per il solo Renoir, rendendo questo uno dei furti d’arte più significativi avvenuti in Italia negli ultimi anni.
Le opere rubate


I Poissonsultimato intorno al 1917, è un olio su tela che misura 40 x 51,5 cm. Si tratta di uno dei rari esempi dell’opera di Renoir conservati permanentemente in una collezione aperta al pubblico in Italia. Renoir, uno dei pittori più importanti del movimento impressionista francese, produsse l’opera verso la fine della sua carriera.
Quella di Cézanne Natura morta con ciliegierealizzato intorno al 1890 con matita e acquerello su carta bianca, misura 38 per 49 centimetri e raffigura un interno semplice: un tavolo su cui sono disposti una tazza e un piatto di ciliegie. Ciò che lo rende particolarmente raro è il suo mezzo; la fondazione rileva che Cézanne ha abbracciato l’acquerello solo durante gli ultimi anni della sua vita, rendendo tali opere eccezionali nella sua produzione.
Quello di Matisse Odalisca sulla terrazzadipinto nel 1922, raffigura due figure, una sdraiata al sole mentre l’altra tiene in mano un violino. Secondo le prime ricostruzioni i malviventi avevano intenzione di impossessarsi di un altro dipinto, ma probabilmente si sono spaventati quando è scattato l’allarme durante l’intrusione.
Un’operazione pianificata con precisione
Le autorità italiane hanno pochi dubbi sulla natura del crimine. Molto probabilmente la rapina è stata pianificata con attenzione, visto il valore delle opere e il loro riconoscimento sul mercato internazionale. L’Unità Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, la forza italiana specializzata nel recupero delle opere d’arte rubate, l’ha definita un’operazione “strutturata e organizzata”. La polizia sta esaminando i filmati della videosorveglianza sia del museo che delle attività commerciali vicine.
Furti di questo tipo pongono difficoltà anche nella fase successiva, legata all’eventuale ricettazione o all’esportazione clandestina delle opere rubate. I capolavori impressionisti altamente riconoscibili sono notoriamente difficili da vendere sul mercato aperto e spesso scompaiono in mani private o vengono utilizzati come garanzia in transazioni criminali.
La notizia della rapina è stata resa pubblica solo domenica 29 marzo.
La Fondazione e la sua Collezione
La Fondazione Magnani Rocca, detta l’ Villa dei Capolavori (Villa dei Capolavori), ospita la collezione d’arte del critico, musicologo e scrittore Luigi Magnani (1906–1984), comprendente opere di Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet e la raccolta più significativa di opere di Giorgio Morandi. La fondazione nasce dopo la morte di Magnani, avvenuta nel 1984, nella casa di famiglia, situata a 20 chilometri da Parma.
Circondata da un Parco Romantico con piante esotiche, alberi monumentali e i famosi pavoni bianchi e colorati — emblemi del movimento simbolista — la Villa conserva il fascino di una residenza di grande collezionista. Al momento del furto, la fondazione ospitava una grande mostra sul Simbolismo in Italia, con più di 140 opere e aperta fino al 28 giugno.