Il murale di Banksy “The Migrant Child”, rimosso da un palazzo veneziano lo scorso anno per un restauro d’emergenza, è stato svelato al pubblico. Sarà in tournée nei canali di Venezia questo fine settimana nell’ambito della 61a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Una delle opere di street art più potenti d’Italia è di nuovo visibile. Quello di Banksy Il bambino migrante – un murale raffigurante un bambino in piedi nell’acqua, che indossa un giubbotto di salvataggio e solleva un fumogeno rosa – è stato inaugurato il 7 maggio presso la Tesa 113 dell’Arsenale di Venezia. È stato oggetto di un progetto di restauro e recupero finanziato da Banca Ifis.
L’opera è apparsa per la prima volta nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2019 sulla facciata del cinquecentesco Palazzo San Pantalon nel sestiere di Santa Croce a Venezia. Il soggetto è un bambino con i piedi immersi nell’acqua della laguna veneziana, che cerca aiuto mentre brandisce un razzo che rilascia una nuvola di fumo rosa, un atto d’accusa simbolico alla crisi migratoria e all’emergenza umanitaria in mare. Si tratta di una delle uniche due opere firmate da Banksy e ufficialmente confermate dall’artista in Italia.
Sei anni di abbandono avevano portato al deterioramento di circa un terzo dell’opera, il moto ondoso, la salsedine e il vento ne avevano progressivamente cancellato i contorni. La decisione di intervenire è diventata urgente.
L’operazione di salvataggio
Banca Ifis ha acquisito Palazzo San Pantalon nel 2024 in risposta a un appello del Ministero della Cultura italiano, con l’obiettivo di restituire il palazzo – e il suo straordinario murale – alla città di Venezia. La banca ha affermato di aver consultato persone vicine a Banksy, sebbene non abbia confermato il permesso diretto dell’artista.
Il restauro conservativo dell’opera è stato affidato a Federico Borgogni, restauratore con esperienza specifica nel trattamento dei murali di Banksy. In precedenza si era occupato della tutela dell’opera dell’artista in contesti urbani e su superfici murali particolarmente delicate. Il restauro è iniziato nel giugno 2025, con la rimozione del tratto di facciata del palazzo su cui era dipinto il murale avvenuta a luglio.
L’inaugurazione
Il restauro è stato presentato nell’ambito della Curato dal cuore evento alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.
Kailash Satyarthi, che ha ricevuto il Premio Nobel per il suo lavoro decennale contro il lavoro e lo sfruttamento minorile, ha parlato del suo impegno costante a favore dei bambini che vivono in condizioni di conflitto e povertà in tutto il mondo. Zaia ha riconosciuto il ruolo del critico d’arte Vittorio Sgarbi, che aveva sostenuto la conservazione dell’opera quando era sottosegretario al Ministero della Cultura, e ha osservato che 473 milioni di bambini vivono attualmente sotto le bombe.
Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, ha riflettuto sulla portata più ampia dell’iniziativa. “Quest’opera, fragile e potente, parla un linguaggio universale di pace, inclusione e diritti umani, e ci esorta a non soccombere all’indifferenza. Il percorso che oggi si completa dimostra quanto sia cruciale la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato per trasformare un progetto di conservazione in una visione per il futuro, capace di restituire alla comunità non solo un edificio, ma anche il suo significato più profondo.”
L’8 e il 9 maggio, Bambino migrante sta viaggiando su una barca lungo i canali di Venezia. La vista di un’opera sulla migrazione che si muove attraverso i corsi d’acqua di una città così intimamente connessa al mare porta con sé una forza silenziosa.
L’arte in classe
Per l’occasione Banca Ifis ha lanciato anche una nuova iniziativa educativa nazionale. Il progetto, realizzato in collaborazione con Treccani e intitolato Bambino migrante — Diritti all’operasarà portato nelle scuole medie di tutta Italia nel corso dell’anno scolastico 2026-2027.
Utilizzerà l’opera come porta d’accesso alle discussioni su arte, diritti umani e migrazione con i giovani.
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