Il governo italiano è intervenuto nei colloqui sulla proposta di vendita di Gedi de La Repubblica e La Stampa, due dei giornali più influenti del Paese.
Venerdì il sottosegretario all’Informazione e all’editoria Alberto Barachini ha incontrato i vertici del gruppo media Gedi. Ha esortato i dirigenti a garantire la tutela del lavoro e l’indipendenza editoriale in mezzo alle notizie di una vendita imminente.
Gedi è di proprietà di Exor, la holding controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann. All’inizio di questa settimana, il gruppo ha confermato allo staff che intende vendere la maggior parte delle sue risorse mediatiche entro gennaio.
Il magnate marittimo greco Theodore Kyriakou starebbe facendo un’offerta per acquisire i giornali attraverso il suo gruppo mediatico Antenna. L’accordo includerebbe La Repubblica, La Stampa, HuffPost Italia e diverse stazioni radiofoniche nazionali.
Nel corso dell’incontro di Roma Barachini ha chiesto a Gedi informazioni dettagliate sulla trattativa. Qualsiasi accordo, ha affermato, deve includere garanzie sui livelli occupazionali e sull’autonomia editoriale. Ha descritto i giornali come una parte vitale dell’ecosistema mediatico pluralistico italiano.
I giornalisti lanciano un’azione sindacale per protesta
Barachini incontrerà anche i rappresentanti sindacali interni de La Repubblica e La Stampa. I giornalisti di entrambi i punti vendita hanno lanciato un’azione sindacale per protestare contro la vendita prevista.
Venerdì il personale de La Repubblica ha organizzato uno sciopero, bloccando gli aggiornamenti del sito web e cancellando l’edizione cartacea del sabato. I giornalisti hanno detto che sono pronti per una disputa prolungata senza garanzie di lavoro solide.
Su La Stampa la redazione dichiara il blackout editoriale e l’assemblea permanente. I giornalisti hanno chiesto una clausola di continuità lavorativa in qualsiasi accordo di vendita.
La tensione è aumentata ulteriormente dopo che è emerso che Antenna potrebbe non essere interessata all’acquisizione della Stampa. Un’opzione in discussione vedrebbe la vendita separata dello storico quotidiano torinese ad un altro acquirente.
I partiti di opposizione hanno chiesto al governo di intervenire con maggiore forza. Il Partito Democratico di centrosinistra ha esortato i ministri a prendere in considerazione l’utilizzo dei cosiddetti poteri d’oro per proteggere gli interessi nazionali.
La leader del partito Elly Schlein ha avvertito che la vendita rischia di indebolire una pietra angolare del patrimonio democratico e civico italiano.