Un progetto da 2 milioni di euro finanziato dal PNRR ha restituito al pubblico i due rifugi elbani di Napoleone e migliaia di metri quadrati dei loro giardini storici.
I visitatori dell’Isola d’Elba potranno nuovamente esplorare le due residenze storiche che ospitarono Napoleone Bonaparte durante il suo celebre esilio. Ciò fa seguito al completamento di un importante progetto di ripristino sostenuto da 2 milioni di euro di finanziamenti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia.
Hanno riaperto al pubblico la Palazzina dei Mulini a Portoferraio e la collinare Villa San Martino. Sono stati effettuati lavori approfonditi sui giardini storici, sui viali, sulle terrazze e sugli spazi verdi che da tempo erano inaccessibili o necessitavano di interventi conservativi.
I lavori di restauro
Alla Palazzina dei Mulini, residenza ufficiale di Napoleone e centro della vita politica durante il suo esilio, inserita nelle fortificazioni medicee di Portoferraio, il restauro si è concentrato sulla ricostruzione dell’originario giardino all’italiana. Oltre 5.000 mq ritornano alla fruizione pubblica con varietà vegetali storiche reintrodotte secondo le fonti d’archivio. Sono state riaperte anche le terrazze panoramiche e i belvedere con vista sul porto.
A Villa San Martino, il rifugio di campagna più privato di Napoleone a pochi chilometri da Portoferraio, il progetto ha restaurato passerelle storiche, fontane ornamentali, bacini d’acqua e un parco paesaggistico, riaprendo ai visitatori circa 35.000 metri quadrati di terreno.
La riapertura coincide con la mostra 50 anni di creazione dello scultore toscano Andrea Roggi, esposto in entrambe le residenze e sul lungomare di Portoferraio.
L’esilio di Napoleone all’Elba
Napoleone arrivò all’Elba nel maggio 1814 dopo aver abdicato dopo il Trattato di Fontainebleau, avendo ottenuto la sovranità sull’isola. Ciò che l’Europa prevedeva sarebbe stato un tranquillo ritiro politico si è rivelato tutt’altro. In meno di dieci mesi riorganizzò l’amministrazione locale, migliorò le strade e le infrastrutture dei trasporti, incoraggiò l’agricoltura e il commercio e cercò di modernizzare l’economia dell’isola. Partì nel febbraio 1815 per lanciare la campagna che la storia ricorderà come dei Cento Giorni.
La sua sede principale fu la Palazzina dei Mulini, di cui curò personalmente la trasformazione da edificio militare, curandone modifiche architettoniche, arredi e decorazioni. Sua madre Letizia Bonaparte e sua sorella Paolina furono tra coloro che lo raggiunsero lì, ricostituendo una versione ridotta della corte imperiale. Il museo oggi conserva mobili d’epoca, cimeli personali e parte della biblioteca di Napoleone; una notevole collezione di 2.378 volumi assemblati entro pochi mesi dal suo arrivo, attingendo a libri selezionati dalle biblioteche di Fontainebleau, doni di suo zio cardinale Joseph Fesch e acquisti da librai a Livorno e altrove. Prima della sua partenza Napoleone donò l’intera collezione alla comunità di Portoferraio.
Villa San Martino, acquistata come residenza estiva nel giugno 1814, rimase in gran parte inutilizzata a causa della brusca partenza di Napoleone. Successivamente fu acquistato dal principe Anatole Demidoff, che fece costruire la Galleria neoclassica che porta ancora il suo nome. La sua Sala Egizia rimane uno degli interni napoleonici più caratteristici d’Italia.
Visitare l’Elba

L’Elba attira visitatori principalmente per le sue acque limpide e la costa mediterranea, ma le residenze restaurate consolidano il suo status di uno dei siti del patrimonio napoleonico più significativi in Europa.
Sia la Palazzina dei Mulini che Villa San Martino sono aperte nell’ambito del sistema museale delle Residenze Napoleoniche e sono accessibili da Portoferraio, principale centro e porto dell’isola, servito tutto l’anno da collegamenti in traghetto dalla terraferma toscana.
Le acque limpide sono perfette per le immersioni e gli sport acquatici. E se sei un fan dei frutti di mare, allora i piatti toscani sono qualcosa da gustare. Cosimo de’Medici gli fece dedicare una città, Cosmopoli; fondato dagli architetti Giovanni Camerini e Bernardo Buontalenti, il Forte Falcone è ancora oggi una presenza imponente.