Il Ministero della Cultura italiano ha annunciato l’intenzione di acquisire lo storico Teatro Sannazaro di Napoli a seguito di un devastante incendio che ha gravemente danneggiato la sede del XIX secolo il mese scorso.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha detto che lo Stato italiano acquisterà il teatro e garantirà che le sue attività artistiche continuino mentre vengono sviluppati i piani di restauro. “Il Ministero dei Beni Culturali acquisterà il teatro e metterà a disposizione dei suoi gestori uno spazio, che potrebbe essere anche all’interno di Palazzo Reale, affinché le attività teatrali possano proseguire”, ha spiegato Giuli in una nota.
Ha aggiunto che lo sforzo comporterà la cooperazione tra istituzioni nazionali e locali per preservare il ruolo culturale del teatro.
“Sarà un lavoro di collaborazione per garantire continuità alla famiglia allargata Sannazaro, che comprende i proprietari, i gestori e, soprattutto, la comunità che continuerà a prosperare”, ha detto il ministro.
L’annuncio fa seguito a un incontro tra Giuli e le autorità locali tra cui il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico.
L’incendio ha causato gravi danni
L’incendio è scoppiato nelle prime ore del 16 febbraio e ha causato ingenti danni agli interni storici del teatro. Tra le aree interessate c’erano le bancarelle originali e il soffitto decorato, entrambi elementi chiave dell’architettura distintiva del locale.
Dai primi accertamenti l’incendio potrebbe essere stato accidentale. Le autorità ritengono che potrebbe essere stato innescato da un cortocircuito elettrico in un condominio vicino prima di diffondersi al teatro.
La distruzione provocò uno shock diffuso a Napoli, dove il Sannazaro è stato a lungo considerato un punto di riferimento culturale. Spesso descritto come la “bomboniera” di Via Chiaia, il teatro è stato per quasi due secoli un centro della tradizione scenica napoletana e della performance sperimentale.
Uno storico teatro napoletano
Il Teatro Sannazaro fu inaugurato il 26 dicembre 1847 sul sito di un ex monastero mercedario.
Fu progettato dall’architetto Fausto Niccolini per il Duca di Marigliano come un intimo teatro a ferro di cavallo destinato a fungere da “salotto” culturale per la società borghese cittadina.
Nel corso dei decenni ha ospitato alcuni degli interpreti più celebri del teatro italiano, tra cui il drammaturgo e attore Eduardo Scarpetta. Sul suo palco sono apparse anche star internazionali come Sarah Bernhardt ed Eleonora Duse.
Il teatro cadde in declino a metà del XX secolo e fu brevemente trasformato in un cinema prima di essere ripreso nel 1971.
L’attrice Luisa Conte e il marito Nino Veglia hanno condotto un importante restauro che ha riportato il teatro al suo splendore rococò, ripristinando le decorazioni in stucco dorato e gli affreschi dell’artista Vincenzo Paliotti. Negli ultimi decenni la nipote di Conte, Lara Sansone, ha curato la direzione artistica del teatro, mantenendone il ruolo di centro della commedia napoletana e della tradizione del Café Chantant.
L’incendio del mese scorso ha temporaneamente interrotto gli spettacoli, ma l’intervento del governo mira a garantire il futuro a lungo termine del teatro.