Oggi gli italiani di tutte le età tentano di attaccare un pesce di carta sulla schiena di qualcuno senza farsi notare. La tradizione del pesce d’Aprile è più antica di quanto chiunque possa concordare e notevolmente più colta di quanto suggerisce il nome.
Oggi è il 1° aprile, il che significa che in tutta Italia è in corso un tipo di malefatta ben precisa. I bambini (e gli adulti amanti del divertimento) ritagliano piccoli pesciolini di carta e tentano di attaccarli, senza essere scoperti, alla schiena degli ignari. Quando la vittima alla fine scopre il loro carico inconsapevole, l’autore del reato grida “Pesce d’aprile!” – April Fish – e considera il loro lavoro completato.
È, sotto ogni aspetto oggettivo, una tradizione deliziosa. È anche uno di quelli le cui origini sono abbastanza controverse da aver tenuto occupati per secoli storici, studiosi di folclore ed entusiasti baristi.
Il pesce, il calendario e il re
La spiegazione più diffusa collega il primo di aprile alla riforma del calendario avvenuta in Francia nel XVI secolo. Secondo l’antico calendario giuliano, il nuovo anno iniziava intorno alla fine di marzo o all’inizio di aprile, in coincidenza con l’equinozio di primavera e la fine della Quaresima. Quando Carlo IX di Francia adottò il calendario gregoriano nel 1564, spostando il Capodanno al 1° gennaio, coloro che non avevano sentito la notizia – o si rifiutavano di accettarla – continuarono a festeggiare il nuovo anno all’inizio di aprile. Furono derisi con falsi doni e visite sciocche, diventando il bersaglio di scherzi che si diffusero in tutta Europa.
Il pesce entra in scena, in questo racconto, perché l’inizio di aprile cade alla fine della Quaresima, quando il pesce vero e proprio era un alimento base della dieta. Inoltre, i pesci giovani e facili da catturare erano un simbolo consolidato di creduloneria e ingenuità nel folklore francese e italiano. Per chiamare qualcuno a pesce (pesce) era definirli sciocchi: scivolosi, a bocca aperta, facili da prendere all’amo.
Il pesce di carta attaccato sul retro è il contributo tipicamente italiano e francese alla più ampia tradizione del pesce d’aprile. Mentre i paesi anglofoni si sono accontentati di bufale verbali e di elaborati allestimenti, Francia e Italia sono passati al tattile. IL poisson d’avril in francese, il pesce d’aprile in italiano era lo stesso scherzo, fatto con lo stesso piccolo supporto di carta, nello stesso giorno, oltralpe.
Una tradizione dal sapore italiano
L’Italia ha accolto questa giornata con la creatività che la caratterizza. IL pesce d’aprile è sia uno scherzo fisico che un termine generico per qualsiasi inganno del 1° aprile, e gli italiani lo applicano da tempo a qualsiasi cosa, dalle conclusioni domestiche alle elaborate bufale mediatiche.
I giornali e i programmi televisivi italiani hanno una venerabile tradizione di trasmettere storie interamente inventate il 1° aprile – una tradizione che richiede una notevole abilità dato che il confine tra satira e plausibilità, nella vita pubblica italiana, non è sempre facile da individuare. Il migliore pesci d’aprile sono quelli quasi credibili: l’autostrada dichiarata riserva naturale, il sindaco che ha annunciato che il paese cambierà nome, la federazione sportiva che ha introdotto una norma che nessuno aveva chiesto ma che in qualche modo sembra vera.
La prova di un grande pesce d’aprilecome vi dirà qualsiasi italiano, è quanto tempo potete andare avanti prima che la vittima se ne accorga; più lungo è, meglio è. Un pesce scoperto porta subito una lieve soddisfazione. Un pesce indossato inosservato per tutta la mattina porta gloria.