Violenti temporali provocano frane sulla Costiera Amalfitana

Una frana ha colpito venerdì la Costiera Amalfitana mentre il centro e il sud Italia continuavano ad essere colpiti da violenti temporali. La frana ha interrotto la strada costiera principale tra Vietri sul Mare e Cetara, spingendo il sindaco locale a chiudere le scuole a titolo precauzionale.

La perturbazione meteorologica che ha colpito la Sicilia ha interessato anche la Campania. La frana in Costiera Amalfitana si è verificata mentre persisteva una forte pioggia, rendendo insicura per il traffico la stretta strada costiera, già soggetta a destabilizzazione dai pendii sovrastanti.

Il danno arriva sulla scia del ciclone Harry, una tempesta mediterranea che ha colpito alcune parti dell’Italia meridionale alla fine del mese scorso. Harry ha portato piogge torrenziali, mareggiate e inondazioni in Sicilia, Calabria e Sardegna, causando danni stimati per 2,5 miliardi di euro e spazzando via le infrastrutture lungo le aree costiere e rurali.

Niscemi in Sicilia: cittadina collinare lasciata in bilico

Una delle conseguenze più drammatiche dei recenti nubifragi si è verificata a Niscemi, comune della provincia di Caltanissetta, nel sud della Sicilia. Il 25 gennaio, forti piogge hanno innescato una massiccia frana che ha visto crollare ampie sezioni del fianco della collina, costringendo l’evacuazione di circa 1.500 residenti e lasciando case ed edifici pericolosamente appollaiati vicino al bordo di una scogliera appena formata.

La frana si estendeva tutt’intorno 4 chilometri attraverso il fianco della collina e da allora ha continuato a spostarsi, con le autorità di protezione civile che hanno avvertito che l’intero pendio rimane instabile. Sebbene non siano state confermate vittime, molte case sono state gravemente danneggiate o rischiano di crollare “zona rossa” attorno ai quartieri più colpiti è stata istituita un’area di esclusione.

Le riprese dei droni e le immagini aeree mostrano interi edifici ormai vicini al precipizio, con automobili e infrastrutture sospese oltre il bordo. I funzionari hanno descritto la situazione come in corso e in peggioramento, con possibili ulteriori movimenti del terreno poiché l’acqua continua a saturare il suolo.

L’entità della frana ha fatto paragoni con altri importanti cedimenti dei pendii italiani. Funzionari della Protezione Civile hanno osservato che il volume di terra spostata, stimato in circa 350 milioni di metri cubi, è paragonabile a quello del disastro del Vajont del 1963, senza però l’onda catastrofica che caratterizzò quell’evento.

No, gran parte di Niscemi non è “scomparsa” del tutto… ancora

Contrariamente ad alcune drammatiche immagini che circolano online, gran parte di Niscemi non è letteralmente scomparsa. Piuttosto, porzioni significative della collina ai margini della città sono scivolate e rimangono instabili, costringendo le evacuazioni e sollevando serie preoccupazioni per futuri crolli. Il disastro ha rimodellato parti del paesaggio e chiuso le strade principali, ma ampie sezioni della città rimangono intatte, anche se sotto stretta osservazione.

I funzionari sottolineano che la priorità resta la sicurezza e la stabilizzazione del pendio ove possibile, garantendo al tempo stesso ai residenti l’accesso a ripari e servizi essenziali.