La Cappella Brancacci di Firenze si avvale di una tecnologia intelligente per proteggere gli affreschi

Un nuovo sistema di monitoraggio pilota monitorerà le condizioni ambientali e i flussi di visitatori all’interno della Cappella Brancacci, sede di capolavori di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi, nell’ambito di un progetto europeo di conservazione del patrimonio.

La Cappella Brancacci nella Chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze, uno dei siti più importanti dell’arte del primo Rinascimento, diventerà un banco di prova per le tecnologie di conservazione intelligente. Fa parte del progetto European AccessS di cui è partner il Comune di Firenze.

Il sistema pilota è stato sviluppato con il supporto scientifico dell’Istituto per la Scienza dei Beni Culturali (CNR-ISPC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la collaborazione tecnologica di Axians Italia e in coordinamento con la Soprintendenza per i Beni Culturali di Firenze. Il suo scopo è quello di comprendere in che modo la presenza dei visitatori influisce sul microclima interno della cappella e, di conseguenza, sulle condizioni a lungo termine del suo celebre ciclo di affreschi.

Conservazione e accessibilità

I sensori wireless installati all’interno della cappella misurano la temperatura, l’umidità, la qualità dell’aria e i livelli di anidride carbonica. Dispositivi separati contano in modo anonimo i visitatori e registrano quanto tempo rimangono nello spazio. I dati combinati vengono elaborati attraverso la piattaforma digitale Xsona di Axians Italia, che dovrebbe supportare analisi sempre più dettagliate della relazione tra numero di visitatori e cambiamento ambientale.

I dispositivi di monitoraggio sono compatti e poco invasivi, destinati a integrarsi con discrezione nel contesto storico.

L’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini ha descritto il progetto come un tentativo di bilanciare conservazione e accessibilità. L’assessore all’Innovazione Laura Sparavigna ha affermato che Firenze continua a posizionarsi come banco di prova per le tecnologie intelligenti nella gestione del patrimonio storico e artistico.

Cristiano Riminesi, ricercatore del CNR-ISPC, ha osservato che i progressi nella tecnologia di monitoraggio miniaturizzato rendono ora possibile un’analisi continua della conservazione con un impatto limitato sui siti storici.

Gli affreschi della Cappella Brancacci, dipinti negli anni Venti del Quattrocento da Masaccio e Masolino e completati decenni dopo da Filippino Lippi, sono tra le opere più studiate dell’arte occidentale. Il contributo di Masaccio in particolare è stato a lungo considerato un momento fondativo nello sviluppo della pittura rinascimentale.

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