La Biennale Arte di Venezia 2026 si apre con numeri di affluenza elevati

La 61. Esposizione Internazionale d’Arte ha accolto il pubblico con numeri di affluenza in forte espansione. Il contestato padiglione russo ha chiuso i battenti il ​​giorno dell’inaugurazione, mentre l’ultima Art Collection di illy ha trasformato le tazzine da caffè in opere d’arte.

La Biennale d’Arte di Venezia ha aperto al pubblico il 9 maggio con una domanda eccezionale. Il primo giorno sono arrivati ​​circa 10.000 visitatori, con un aumento del 10% rispetto al 2024. Le code erano fino a mezzo chilometro all’ingresso dei Giardini e circa 200 metri all’Arsenale. Le giornate di pre-apertura avevano già richiamato 27.935 professionisti accreditati, in crescita del 4% rispetto al 2024, accanto a 3.733 giornalisti, il 70% dei quali provenienti dalla stampa internazionale.

Chiude il Padiglione Russo

Il momento più controverso dell’edizione è arrivato con l’apertura dei cancelli al pubblico: il Padiglione russo si è chiuso. Durante i quattro giorni di vernissage, a cui ha partecipato il vice primo ministro Matteo Salvini, che ha sostenuto la partecipazione della Russia, tre monitor sulla facciata di vetro hanno mostrato le performance registrate nel periodo pre-apertura. Il padiglione resterà chiuso per tutta la durata della Biennale, fino al 22 novembre, sorvegliato dalle forze dell’ordine. All’esterno si sono radunati manifestanti di gruppi di opposizione ucraini, georgiani e bielorussi, insieme a gruppi radicali, che hanno manifestato contro la partecipazione russa e denunciato il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e Salvini.

La controversia ha un peso istituzionale. L’UE ha minacciato di sospendere il suo contributo di 2 milioni di euro alla Biennale e la Fondazione La Biennale ha tempo fino all’11 maggio per rispondere. La giuria internazionale si è dimessa il 30 aprile a causa dell’inclusione di Russia e Israele, sebbene entrambi i paesi rimangano idonei per i nuovi Visitor Lion Awards, aperti ai possessori di biglietti che hanno visitato entrambe le sedi.

Trionfa il Padiglione austriaco

Mentre un padiglione era circondato da polemiche, un altro ha attirato le code più lunghe della giornata. Il Padiglione austriaco, curato dall’artista Florentina Holzinger, presenta una performance ogni ora tra mezzogiorno e le 18 in cui una modella nuda si arrampica su una corda per raggiungere l’interno di una campana d’oro, diventando un batacchio umano per quasi cinque minuti durante i rintocchi.

Buttafuoco, inaugurando il Padiglione della Santa Sede, ha espresso l’auspicio che Papa Leone XIV possa pronunciare alla Biennale la parola “pace”, anche se sarebbe necessario un invito formale da parte del Patriarca di Venezia.

Illy’s Art Collection: tazzine da caffè come tele

In questo contesto carico di tensione, illycaffè ha ribadito il suo ruolo di main sponsor della Biennale presentando, presso la caffetteria dei Giardini Reali, la nuova illy Art Collection. La raccolta, intitolata In tonalità minori in dialogo con il tema della Biennale del curatore Koyo Kouoh, presenta il lavoro di quattro artisti di fama internazionale provenienti da tre generazioni e con background culturali distinti: Alice Maher (Irlanda), Werewere Liking (Camerun), Thania Petersen (Sudafrica) e Mohammed Z. Rahman (Gran Bretagna e Bangladesh). Ogni artista ha trasformato l’iconica tazzina di caffè espresso in un veicolo di narrazione, memoria e immaginazione, con quattro grandi installazioni, ciascuna in una tavolozza di colori distinta, esposte all’ingresso del bar durante il periodo di pre-apertura.

Il lancio è stato accompagnato da una processione di tazze artigianali di grandi dimensioni lungo i canali veneziani, successivamente posizionate a Riva Ca’ di Dio per essere esposte al pubblico fino al 10 maggio.

tazzine di caffè illy sul Canal Grande

La CEO Cristina Scocchia ha descritto la collezione come una celebrazione della “capacità dell’arte di entrare nella vita di tutti i giorni, suscitando nuove emozioni”. Buttafuoco la definisce “arte strappata ai musei e restituita alla quotidianità, arte che abita le case” e si applica al rito della lentezza e della fuga dal rumore.

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