L’Italia ottiene il sostegno dell’UE per estendere la clausola di salvaguardia nazionale all’energia

Giorgetti saluta la svolta “impensabile”. La Commissione europea ha accettato la richiesta dell’Italia di estendere la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità e crescita oltre la spesa per la difesa per coprire le misure di resilienza energetica. Ciò segue settimane di intense negoziazioni guidate dallo shock dei prezzi innescato dalla guerra in Iran.

Mercoledì il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è dichiarato soddisfatto dopo che Bruxelles ha formalmente accettato la proposta italiana di estendere il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale nel Patto di stabilità e crescita all’energia. Fino a poco tempo fa la misura veniva attivata esclusivamente per le spese per la difesa.

“Sono soddisfatto perché la Commissione ha accolto le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio, riservato, e questo era impensabile fino a pochi mesi fa”, ha detto Giorgetti. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha aggiunto, avanzerà “le proposte più mirate a tutela delle imprese e delle famiglie” una volta stabiliti i limiti precisi di applicazione della clausola.

Settimane di impegno diplomatico

Il risultato è il prodotto di una sostenuta spinta italiana iniziata sul serio il mese scorso. Il 17 maggio il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha scritto formalmente alla Commissione europea chiedendo che la flessibilità del Patto di stabilità e crescita venga estesa per attutire l’impatto su famiglie e imprese della crisi energetica causata dalla guerra in Iran. Nella lettera di Meloni alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen si sosteneva che ciò dovesse avvenire senza alterare i limiti complessivi di deviazione già previsti dalle regole, e che la crisi rappresentasse una priorità strategica paragonabile alla difesa.

Giorgetti aveva portato avanti la questione a livello europeo per alcune settimane, sollevando la proposta all’Eurogruppo e, a margine della riunione dei ministri delle Finanze del G7 a Parigi a maggio, tenendo colloqui bilaterali con il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis.

Ciò che Bruxelles ha concordato

Il pacchetto di raccomandazioni di primavera della Commissione propone di consentire agli Stati membri di richiedere un’estensione dell’attuale clausola di deroga nazionale – già in vigore per la difesa – alle misure di resilienza energetica, su base temporanea e limitata. La proroga riguarderà le misure adottate a partire dal febbraio 2026 che riducono la dipendenza dai combustibili fossili importati e quindi rafforzano la sicurezza e la resilienza dell’Europa.

L’accordo prevede protezioni fiscali definite. Nell’ambito dell’attuale tetto dell’1,5% del Pil per le spese aggiuntive per la difesa previste dalla clausola di salvaguardia nazionale, si applicherà un tetto annuo specifico dello 0,3% del Pil per il periodo dal 2026 al 2028, insieme a un tetto cumulativo dello 0,6% del Pil per lo stesso periodo, specificamente assegnato alle misure di resilienza energetica. La Commissione ha sottolineato che tutte le misure di salvaguardia della sostenibilità fiscale rimangono pienamente in vigore.

Attenzione accanto alla celebrazione

Giorgetti è stato attento a inquadrare l’annuncio di mercoledì in termini più ampi, sottolineando che qualsiasi valutazione deve tenere conto anche delle ultime stime della Commissione e delle raccomandazioni riguardanti le finanze pubbliche italiane. Si è trattato di un riconoscimento implicito delle preoccupazioni attuali sulla posizione di deficit dell’Italia. L’elevato debito ereditato dall’Italia è stato un tema ricorrente nelle dichiarazioni pubbliche di Giorgetti durante i negoziati, con il ministro che ha avvertito che il rischio concreto di un aumento dei tassi di interesse richiede che il governo rimanga prudente e responsabile nelle sue decisioni.

Le modalità precise per l’utilizzo da parte dell’Italia della clausola recentemente prorogata devono ancora essere definite, con il Ministero che ha indicato che presenterà proposte mirate per famiglie e imprese una volta confermati i parametri.

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