Il Palermo stabilisce il nuovo record con un’arancina da 62 kg

Palermo entra nel libro dei record con la realizzazione di un’arancina gigante del peso di 62,3 chilogrammi. Presentato domenica scorsa sulla spiaggia di Mondello a Palermo, supera un precedente record stabilito a Messina nel 2023.

L’impresa è stata opera dei pasticceri e gastronomi palermitani Vincenzo Fiore e Giuseppe Genovese del Bar Igea Lea. Hanno prodotto un esemplare di 50 centimetri di diametro con una circonferenza di 1 metro e 57 centimetri. La creazione ha battuto di oltre sei chili il precedente record, detenuto da una rosticceria di Messina, che aveva prodotto un arancino del peso di 56,2 chilogrammi.

L’evento è stato organizzato da Carmelo Comandè e Roberto Bruno di Sikania Eventi ETS nell’ambito di una tre giorni di festival a Mondello, con l’obiettivo di conquistare un Guinness World Record ufficiale.

Una svolta serrata

Il risultato è tanto più notevole se si considera il tempo di preparazione richiesto, o meglio la mancanza di esso. Fiore ha notato che la squadra era tornata dalla fiera del vino Vinitaly a Verona, che si era conclusa il 16 aprile, pochi giorni prima dell’evento, lasciando solo tre giorni per completare il progetto.

Il ripieno ha seguito una classica ricetta palermitana: riso Roma Gallo e Roma Biondo abbinati a macinato di vitello, piselli e una piccola quantità di concentrato di pomodoro. Una delle principali sfide tecniche è stata mantenere l’integrità strutturale dell’arancino durante la frittura, un processo che richiedeva una friggitrice industriale di grandi dimensioni e non meno di 300 litri di olio da cucina.

Ricetta delle arancine/arancini

Un’icona dello street food siciliano

Per i lettori che non hanno familiarità con il panorama culinario siciliano, l’arancina (o arancino) è uno dei cibi di strada più amati e duraturi. Il nome deriva dalla parola siciliana “piccola arancia”, un riferimento alla forma dorata, grossolanamente sferica, che assume la pallina di riso fritta dopo la cottura. I ripieni comuni includono il ragù di carne con piselli e mozzarella, o una versione con prosciutto e besciamella.

Le origini degli arancini risalgono all’occupazione araba della Sicilia nel X secolo, quando nell’isola furono introdotti il ​​riso e lo zafferano. Fu durante la successiva occupazione normanna del XII secolo che questi ingredienti furono impanati e fritti fino a diventare un alimento portatile e pratico per i lunghi viaggi e le battute di caccia, dando origine a quello che oggi riconosciamo come l’arancino nella sua forma essenziale.

Quel nome, tuttavia, è di per sé motivo di feroce orgoglio regionale. A Palermo e nella metà occidentale dell’isola la parola assume la forma femminile – arancina. A Catania e in Oriente è maschile – arancino. La distinzione è stata dibattuta con notevole passione per secoli. Il record di domenica è stato stabilito a Palermo, quindi, almeno per gli scopi di questo articolo, si tratta di un’arancina.