La principale federazione datoriale italiana, Confindustria ha utilizzato la sua assemblea annuale per sfidare governo e opposizione ad agire insieme sulla riforma della pressione fiscale e della spesa pubblica. Vogliono riportare le imprese al centro della politica economica e raccomandano una riallocazione di 20 miliardi di euro.
Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha presentato martedì all’assemblea annuale dell’associazione di settore una proposta fiscale concreta, invitando governo e sindacati a identificare congiuntamente 20 miliardi di euro di spesa pubblica esistente da riallocare. La mossa non aggiungerebbe un solo euro al già consistente debito nazionale italiano.
“Stiamo avanzando una proposta al governo e alle parti sociali”, ha detto Orsini. “Lavoriamo insieme su queste misure, alcune delle quali hanno perso la loro ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E individuiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo all’istruzione”.
Orsini ha definito la proposta “un atto concreto di responsabilità in materia di politica fiscale, da realizzare attraverso decisioni condivise tra maggioranza di governo e opposizione”. Si trattava di un appello insolitamente esplicito al consenso trasversale dei partiti sulla riforma economica. “Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”, ha aggiunto.
Il presidente di Confindustria ha inquadrato la proposta nel contesto della competitività internazionale dell’Italia. Ha sottolineato che il paese è al quarto posto tra le nazioni avanzate per il peso del suo carico fiscale complessivo. “Per una crescita robusta, dobbiamo agire uniti e dare agli imprenditori la possibilità di svolgere il proprio lavoro. Permettere loro di crescere significa rafforzare il Paese.”
Cinque leve per il business
Oltre alla proposta di riallocazione, Orsini ha individuato cinque leve politiche che ritiene necessarie per “rimettere le imprese al centro”. Si tratta dei prezzi dell’energia, della crescita delle piccole e medie imprese, dei contratti di sviluppo e innovazione, della semplificazione amministrativa e della riforma della legge 231, il quadro normativo in materia di responsabilità amministrativa delle imprese.
L’assemblea annuale di Confindustria è uno degli eventi politico-economici più seguiti in Italia. L’incontro di quest’anno ha visto l’intervento di Orsini e il discorso programmatico del Primo Ministro Giorgia Meloni. Il Primo Ministro ha colto l’occasione per rinnovare il suo attacco all’eccessiva portata normativa dell’UE e annunciare un progetto congiunto con Confindustria per riformare la burocrazia interna italiana.
I due discorsi, presi insieme, hanno delineato un’agenda condivisa tra governo e industria su deregolamentazione e competitività. Tuttavia, la fattibilità politica della proposta fiscale trasversale di Orsini richiederebbe la cooperazione tra la coalizione di governo e i partiti di opposizione.