La fiducia dei consumatori italiani rimbalza a maggio

L’ultima indagine dell’Istat fornisce un quadro contrastante dell’economia italiana. La fiducia dei consumatori è più ottimista di quanto previsto dagli analisti, ma le aziende lo sono meno, poiché il governo opera con previsioni di crescita nettamente ridotte.

La fiducia dei consumatori italiani si è ripresa a maggio dopo due mesi consecutivi di calo. Tuttavia, il rimbalzo non è riuscito a riportare la fiducia ai livelli registrati all’inizio dell’anno, mentre la fiducia delle imprese è scesa per un altro mese, raggiungendo il punto più basso dallo scorso settembre.

L’indice Istat sulla fiducia dei consumatori è salito a maggio da 90,8 a 93,4, con un miglioramento che ha interessato tutte le componenti: la componente futura è salita da 82,5 a 87,2, la componente economica è salita da 82,7 a 86,2, la componente personale è migliorata da 93,8 a 96,0 e quella corrente è salita da 96,9 a 98,0. Il risultato è stato ben al di sopra della previsione media di 90,1 in un sondaggio Reuters condotto da otto analisti.

Il quadro economico era meno incoraggiante. L’indicatore composito del sentiment economico Istat (IESI) è sceso da 95,1 a 94,1. Si tratta del valore più basso da settembre dello scorso anno. All’interno dell’analisi, il clima di fiducia nel settore delle costruzioni ha continuato a scendere, da 100,8 a 99,4, e anche i servizi di mercato sono diminuiti. Il clima di fiducia del settore manifatturiero è rimasto stabile a 87,9, mentre quello del commercio al dettaglio è salito da 100,8 a 101,0, con valutazioni sull’andamento corrente degli affari in miglioramento per il terzo mese consecutivo, anche se le aspettative sulle vendite future sono ulteriormente peggiorate, con il relativo saldo passato da 17,0 a 16,7.

I dati arrivano in un momento delicato per l’economia italiana. Il mese scorso il governo Meloni ha tagliato le sue prospettive di crescita allo 0,6% sia per quest’anno che per il prossimo, in calo rispetto ai precedenti obiettivi dello 0,7% e dello 0,8% rispettivamente, citando l’impennata dei prezzi dell’energia e le continue turbolenze in Medio Oriente. La proiezione del governo di una crescita dello 0,8% per il 2028, se realizzata, segnerebbe sei anni consecutivi di espansione inferiore all’1%.

Il dato di maggio sulla fiducia dei consumatori, pur essendo ancora inferiore ai livelli di gennaio e febbraio, suggerisce che le famiglie italiane sono in qualche modo più resilienti di quanto il contesto economico più ampio potrebbe suggerire. Se il miglioramento sarà duraturo dipenderà in parte dalle traiettorie dei prezzi dell’energia e dalla risoluzione – o dall’escalation – delle pressioni geopolitiche che attualmente gravano sulla terza economia dell’Eurozona.