L’autorità italiana di vigilanza sulle comunicazioni Agcom si sta preparando a segnalare Google AI Mode alla Commissione europea, citando preoccupazioni per il suo impatto sui media, ha detto mercoledì il presidente dell’Agcom Giacomo Lasorella.
Lasorella è intervenuto ad un convegno sull’intelligenza artificiale presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha detto che all’autorità è stato chiesto di esaminare la relazione tra la stampa e la funzione di ricerca basata sull’intelligenza artificiale di Google. Ha aggiunto che l’Agcom è ora pronta ad agire. Lasorella ha osservato che l’autorità tedesca di regolamentazione dei media ha già compiuto un passo simile.
“Esiste un chiaro caso di impatto sull’informazione. Effettuando una ricerca in modalità AI, il rischio è che i giornali non vengano più letti”, ha affermato Lasorella.
La modalità AI di Google presenta agli utenti riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale in risposta alle query di ricerca. Il suo design fornisce risposte dirette senza richiedere agli utenti di fare clic su siti Web esterni. Sebbene promosso come un modo per rendere la ricerca più rapida ed efficiente, i gruppi media di tutta Europa sostengono che distoglie il traffico dagli editori di notizie, minando la loro visibilità e le loro entrate.
“Limitare la libertà di informazione”
Lasorella ha avvertito che questo cambiamento potrebbe avere implicazioni più ampie. “Esiste il rischio di limitare la libertà di informazione e il diritto dei cittadini di accedere a molteplici fonti di informazione”, ha affermato, riferendosi alle protezioni previste dalla legislazione UE sui media.
Ha aggiunto che la modalità AI di Google è solo uno dei numerosi casi in cui i nuovi servizi digitali stanno sollevando preoccupazioni a livello normativo. “Stiamo cercando di affrontare questi problemi in modo efficace, insieme alla Commissione e ad altri regolatori europei”, ha affermato. Ha inoltre sottolineato la necessità di sostegno da parte della comunità scientifica e di ricerca.
“L’attuale complessità richiede un dialogo costante tra istituzioni e mondo della ricerca”, ha concluso Lasorella.