Economia Italia: impennata del mercato immobiliare, produzione industriale in rialzo

Tre nuovi dati rilasciati dipingono un quadro contrastante dell’economia italiana. C’è un forte slancio nel settore immobiliare e manifatturiero, ma all’orizzonte si profila una bolletta energetica nettamente più elevata.

Il mercato immobiliare si surriscalda

Il mercato immobiliare italiano ha registrato una crescita generalizzata nel 2025, secondo il rapporto sulle compravendite di immobili urbani del Consiglio Nazionale del Notariato, diffuso in anteprima dall’ANSA. I volumi di vendita sono cresciuti in tutte le principali città, con Palermo che ha fatto segnare il +25,91%. Roma cresce del 7,8%, Torino dell’8,88%, Napoli del 6,93%, Bologna del 6,42% e Milano del 5,63%.

I dati a livello di città sono in linea con un rapporto notarile separato pubblicato il mese scorso che mostra che le transazioni immobiliari in tutta Italia nel suo complesso sono aumentate del 6,6% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Un fattore determinante è stata la disponibilità di credito: il numero di mutui concessi è salito del 18,8% raggiungendo 404.530 nell’anno, suggerendo che l’allentamento delle condizioni di prestito ha svolto un ruolo sostanziale nello sbloccare la domanda.

La produzione industriale prolunga la ripresa

L’indice destagionalizzato della produzione industriale italiana è aumentato dello 0,5% ad aprile rispetto a marzo, ha riferito mercoledì l’agenzia nazionale di statistica Istat. Si tratta del terzo aumento consecutivo mese su mese. Su base corretta per il calendario, la produzione è aumentata dell’1,3% su base annua rispetto ad aprile 2025, estendendo una graduale ripresa nel settore manifatturiero che è stato uno dei segnali più incoraggianti degli ultimi mesi.

I costi energetici sono destinati a salire

I dati ottimistici relativi al settore immobiliare e industriale sono controbilanciati da prospettive energetiche deludenti. L’associazione industriale UNEM, che rappresenta le aziende della raffinazione e della distribuzione di carburanti, ha avvertito mercoledì che si prevede che la fattura energetica totale dell’Italia per il 2026 raggiungerà i 57-58 miliardi di euro. Ciò rappresenterebbe un aumento di 8-9 miliardi di euro rispetto ai 48,7 miliardi di euro dello scorso anno. Si prevede che l’aumento avverrà anche se l’attuale crisi iraniana sarà risolta. L’UNEM ha stimato che la sola fattura delle importazioni di petrolio italiano sarà pari a circa 24 miliardi di euro per il 2026, circa 4,5 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno, sulla base di un prezzo medio annuo del greggio ipotizzato di 90 dollari al barile.

Mentre alcuni elementi dell’economia sembrano in ripresa e in crescita, i costi energetici compromettono l’effetto positivo.