L’8 giugno 1290 muore Beatrice Portinari, una giovane donna la cui breve vita darà forma ad una delle più grandi opere della storia della letteratura.
Beatrice di Folco Portinari morì a Firenze a soli 25 anni. Si ritiene che abbia incontrato Dante Alighieri solo due volte. Eppure quei due incontri furono sufficienti, secondo lo stesso poeta, a sostenere un amore che durò per il resto della sua vita e produsse alcuni dei versi più duraturi del canone italiano.
Il loro primo incontro ebbe luogo ad una festa del Primo Maggio organizzata da suo padre quando entrambi i figli avevano nove anni. Dante non l’avrebbe più rivista per anni. Quando lo fece, era già promesso in matrimonio con Gemma di Manetto Donati, accordo preso dalla sua famiglia. Beatrice, dal canto suo, sposò il banchiere Simone dei Bardi. I due non hanno mai avuto alcuna conoscenza personale significativa.
Dal dolore al capolavoro
Ciò che la storia sa della vita di Beatrice è scarso: tra le poche tracce documentarie è menzionato nel testamento del padre Folco Portinari, datato 1287. Ma la sua morte sbloccò qualcosa di straordinario in Dante. Compose una serie di poesie angoscianti in sua memoria, raccolte insieme a versi precedenti scritti in suo onore nell’opera ora conosciuta come Vita Nuova — una pietra miliare della letteratura italiana e una delle prime opere estese scritte in volgare anziché in latino.
Il ruolo di Beatrice non è finito qui. Nel Divina Commediaappare come la sua guida attraverso il Paradiso, incarnando la grazia divina e la saggezza teologica. Lei è, nell’architettura di quel poema, la figura che conduce il poeta verso Dio.
Eredità nell’arte e oltre
Beatrice Portinari catturò l’immaginazione degli artisti molto tempo dopo il periodo medievale. Il pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti ha prodotto Beata Beatriceil suo ritratto idealizzato di lei, dopo la morte della moglie Elizabeth Siddal, investendo il soggetto con un nuovo strato di dolore e desiderio. Il dipinto di Henry Holiday del 1883 raffigura Dante che vede Beatrice in una strada di Firenze, una scena di desiderio che non perde mai la sua carica.
Il suo nome sopravvive anche in altri modi, come Asteroid 83 Beatrix, nella fascia principale degli asteroidi, riconoscendo il suo ruolo di guida di Dante attraverso le sfere celesti. A ricordare la coppia è anche il Campus Beatrice dell’Accademia Dante Alighieri, liceo cattolico di Toronto.
Dante e Gemma hanno avuto tre figli. Uno di loro chiamò Beatrice.