La Sicilia rompe una concessione secolare sulla spiaggia di Mondello

Le autorità siciliane hanno revocato una concessione di gestione della spiaggia di Mondello vecchia di 116 anni dopo che sono emerse preoccupazioni sui collegamenti con la criminalità organizzata, hanno annunciato funzionari regionali.

La decisione, presa dall’Assessorato al Territorio e all’Ambiente della Regione Siciliana, cancella la vecchia licenza di spiaggia posseduta dalla società Italo Belga, che controllava gran parte del litorale di Mondello dall’inizio del XX secolo. La revoca fa seguito ad un’inchiesta del deputato siciliano Ismaele La Vardera e ad un’inchiesta investigativa che aveva lanciato l’allarme su possibili infiltrazioni mafiose in un subappaltatore assunto da Italo Belga.

Perché è stata revocata la concessione

Il decreto regionale sollevava preoccupazioni secondo cui Italo Belga avrebbe subappaltato lavori di manutenzione alla GM Edil, la cui forza lavoro comprendeva individui con legami familiari con Cosa Nostra, la famiglia mafiosa siciliana storicamente radicata nel palermitano. Sebbene i vertici di Italo Belga non siano indagati penalmente e neghino qualsiasi rapporto di mafia, si ritiene che l’azienda abbia mostrato una “disponibilità sistematica” a collaborare con aziende i cui dipendenti avevano legami con la criminalità organizzata.

La Vardera, la cui segnalazione ha portato alla luce il fatto e successivamente lo ha portato a ricevere protezione della poliziaha definito la revoca “una vittoria per lo Stato di diritto” e ha descritto il ritorno della spiaggia sotto il controllo pubblico come una pietra miliare per la Sicilia.

Celebrazione pubblica… e questioni irrisolte

Venerdì, politici e attivisti locali, tra cui La Vardera e Matteo Hallissey di +Europa, hanno tenuto quella che hanno descritto come una celebrazione simbolica a Mondello. Hanno piantato ombrelloni e hanno fatto un simbolico tuffo in mare, mentre la folla si radunava per godersi la distesa di sabbia e acqua ora “liberata”. Migliaia di residenti e turisti hanno celebrato la fine di un’era di gestione delle spiagge che molti consideravano eccessivamente privata e restrittiva.

Il futuro di Mondello resta però incerto. Il decreto regionale impone a Italo Belga di liberare e ripristinare l’area entro 60 giorni, ma la società ha fatto sapere di voler impugnare la decisione davanti ai tribunali amministrativi, ritardando potenzialmente l’azione fino alla stagione estiva.

Le domande più immediate riguardano come sarà gestita la spiaggia per la stagione estiva 2026. Il consiglio comunale di Palermo deve ora decidere se aprire un nuovo bando per i concessionari o restituire la sabbia e il mare alla piena fruizione pubblica. Le autorità regionali e comunali stanno anche lavorando a un Piano urbano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM), un piano di utilizzo del territorio inteso ad aprire più spazio ai bagnanti liberi e prevenire il controllo monopolistico.

Perché la spiaggia di Mondello è importante

La sabbia bianca e l’acqua turchese di Mondello la rendono una delle spiagge più famose della Sicilia sia per la gente del posto che per i visitatori. Presenta eleganti monumenti in stile Art Déco, caffè sul mare e ristoranti di pesce lungo il suo lungomare. Per decenni, gran parte della disponibilità del litorale è stata appaltata a operatori privati ​​che controllavano cabine, sdraio e vie di accesso, lasciando solo le aree marginali al libero uso pubblico.

La rivendicazione di Mondello è diventata il simbolo di una spinta più ampia in Sicilia contro la storica influenza economica e sociale della mafia e gli sforzi duraturi dei movimenti civici che rifiutano il coinvolgimento criminale nella vita di tutti i giorni.

Organizzazioni di base come Addiopizzo, che incoraggiano imprese e consumatori a rifiutare il denaro derivante dalle estorsioni del pizzo mafioso, hanno favorito la resistenza locale alla presa della criminalità organizzata sul commercio e sulla società regionali.