Secondo una nuova ricerca riportata da Il Messaggero, opere precedentemente poco conosciute e pezzi di attribuzione incerta potrebbero ora essere collegati a Michelangelo.
Le affermazioni derivano da uno studio intitolato Michelangelo. Gli ultimi giorni della ricercatrice romana indipendente Valentina Salerno. Ha ricostruito gli ultimi anni dell’artista attraverso il confronto di decine di documenti d’archivio in Italia e all’estero. La sua ricerca sfida la convinzione di lunga data secondo cui Michelangelo distrusse molti dei suoi schizzi e lavori preparatori poco prima della sua morte nel 1564.
Secondo Salerno, i documenti recentemente identificati suggeriscono che l’artista ha invece affidato a studenti e collaboratori stretti la custodia di centinaia di disegni, schizzi e forse piccole sculture in un luogo nascosto a Roma. Secondo quanto riferito, un documento recuperato si riferisce a una stanza protetta da un sistema di chiavi multiple, contenente materiale considerato altamente prezioso. Lo spazio, sostiene, è rimasto vuoto per più di quattro secoli, suggerendo la possibilità che le opere siano state rimosse e disperse.
Michelangelo, che trascorse i suoi ultimi decenni a Roma lavorando su progetti tra cui la cupola della Basilica di San Pietro, mantenne una pratica di laboratorio in cui gli alunni assistevano nell’esecuzione delle commissioni. La questione dell’attribuzione tra opere autografe e produzioni in studio ha a lungo complicato gli studi, in particolare per quanto riguarda i disegni.
Esame dei risultati
La ricerca di Salerno avrebbe ricevuto il sostegno dei Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e del professor Michele Rak. Si dice che Mauro Gambetti, cardinale arciprete della Basilica di San Pietro, abbia istituito un comitato scientifico di esperti museali internazionali per esaminare i ritrovamenti.
Il dibattito sull’attribuzione è riemerso in una recente asta di Christie’s a Londra. Un bozzetto per il piede della Sibilla Libica, legato alla volta della Cappella Sistina, è stato venduto dopo una rinnovata analisi scientifica.
Gli storici dell’arte avvertono che le affermazioni di attribuzione richiedono una rigorosa revisione tra pari, ma lo studio ha riaperto la discussione sulla possibile sopravvivenza e dispersione delle ultime opere di Michelangelo.