I due più importanti quotidiani nazionali italiani di sinistra sono passati di mano, mentre il gruppo mediatico GEDI della famiglia Agnelli completa la vendita sia di la Repubblica che di La Stampa.
GEDI ha annunciato lunedì che è stata finalizzata la vendita di la Repubblica al conglomerato mediatico greco Antenna. In vendita anche La Stampa, il quotidiano liberale torinese che da oltre un secolo è un punto fermo della vita pubblica italiana, e GEDI conferma che passerà a SAE, gruppo italiano che possiede un portafoglio di testate regionali. Nel dicembre dello scorso anno, il governo è intervenuto sulle vendite proposte.
Elkann difende la decisione
John Elkann, l’erede Agnelli che era stato il motore della GEDI, ha rotto il silenzio sulle vendite in un’intervista all’agenzia di stampa italiana ANSA. Ha insistito sul fatto che la mossa era quella giusta per entrambe le pubblicazioni e per i giornalisti che vi lavorano.
“L’editoria è una professione che può essere esercitata in modo indipendente solo se si hanno i conti in ordine”, ha detto Elkann, indicando la difficile economia dell’industria dei giornali come motivo centrale dietro la decisione di vendere.
Ha espresso apertamente le sue frustrazioni per il modo in cui viene percepita la proprietà dei media in Italia. “Io e la mia famiglia abbiamo sempre considerato l’editoria una professione che vive dei suoi lettori, ma purtroppo in Italia possedere un giornale è considerato uno strumento di influenza e di potere, non una professione”. Si è detto convinto che entrambi gli acquirenti “garantiranno un futuro di sviluppo e di libertà ai giornalisti delle due testate”.
Chi sono i nuovi proprietari?
Antenna è uno dei gruppi mediatici più grandi e affermati della Grecia, con interessi che spaziano dalla televisione, alla radio e alle piattaforme digitali. L’acquisizione de la Repubblica rappresenta una significativa espansione nel mercato italiano e segna la prima volta che il giornale – fondato a Roma nel 1976 – passa dalla proprietà italiana.
SAE è un gruppo editoriale italiano con radici nel giornalismo regionale e locale. L’acquisto de La Stampa, che ha sede a Torino ed è pubblicata dal 1867, pone il giornale nelle mani di un’azienda con esperienza nel mercato italiano ma con un profilo molto diverso rispetto alla dinastia industriale che in precedenza la possedeva.
Preoccupazioni per l’indipendenza e il lavoro
Le vendite non sono state accolte senza riserve. I giornalisti di entrambi i giornali hanno espresso pubblicamente preoccupazione su due questioni: l’indipendenza editoriale e la prospettiva di licenziamenti. I collaboratori de la Repubblica e La Stampa temono che i nuovi assetti proprietari possano esercitare pressioni sulle linee editoriali e che al passaggio di mano possano seguire misure di riduzione dei costi.
Sia Antenna che SAE hanno offerto garanzie su questi punti, impegnandosi a tutelare l’integrità editoriale delle testate e ad affrontare eventuali ristrutturazioni in modo responsabile. Resta da vedere se tali impegni soddisferanno il personale a lungo termine.
Fine di un’era
L’uscita della famiglia Agnelli dai media italiani chiude un capitolo significativo nella storia della stampa nazionale. GEDI è da tempo uno dei gruppi editoriali più influenti in Italia, e la Repubblica in particolare ha svolto un ruolo centrale nel plasmare il dibattito politico e culturale del Paese per cinque decenni.
Le vendite arrivano in un momento di forte pressione in tutto il settore dei giornali italiani, con la diffusione della carta stampata in declino a lungo termine e i ricavi pubblicitari che continuano a migrare online. I commenti di Elkann suggeriscono che egli abbia concluso che i giornali avevano bisogno di proprietari per i quali l’editoria fosse un business fondamentale, piuttosto che un elemento di un impero industriale più ampio.