Le elezioni locali italiane hanno messo l’immigrazione al centro dell’attenzione

Da un candidato della Lega in hijab a un promettente consigliere italo-tunisino, i concorsi a sindaco che si svolgono in 750 comuni italiani questo fine settimana si preannunciano come una prova generale per le elezioni generali del 2027. Le elezioni locali sono anche un’istantanea di un Paese nel pieno del cambiamento demografico.

Le urne si chiuderanno lunedì alle 15:00 nel secondo e ultimo giorno delle elezioni locali di primavera in Italia. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura delle urne.

Più di sei milioni di elettori in circa 750 comuni – tra cui 18 capoluoghi di provincia – hanno votato in quello che i commentatori chiamano l’ultimo grande test elettorale prima delle elezioni generali del prossimo anno. Venezia è il campo di battaglia di più alto profilo, con il centrosinistra che tenta di rivendicare la città dopo un decennio di governo del centrodestra sotto il sindaco uscente Luigi Brugnaro. Nel frattempo, a Reggio Calabria, la dinamica si è invertita, con la destra che cerca una svolta dopo anni di governo del Partito Democratico.

L’affluenza alle urne ha attirato l’attenzione per tutte le ragioni sbagliate. La partecipazione del primo giorno era pari al 46,31% alle 23 di domenica. Il calo è stato particolarmente marcato a Venezia, dove alle 19 di domenica si è recato alle urne solo il 31,31% degli elettori, rispetto al 36,20% alla stessa ora delle elezioni precedenti.

Una coalizione sotto pressione

Il voto sta mettendo in luce fratture significative all’interno di entrambi i principali blocchi. Il centrodestra va alla conta senza quell’unità che ne rafforzi la forza a livello nazionale. In diverse aree, i partiti della coalizione si stanno candidando separatamente, con la Lega che ha abbandonato il proprio simbolo a Crotone e ha schierato liste autonome ad Avellino, Chieti e Agrigento, mentre Forza Italia si è ritirata in alcune parti delle Marche.

Dall’altro lato, il cosiddetto “campo largo” continua a presentarsi con geometria variabile, con Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e Verdi e Sinistra convergenti solo parzialmente, e spesso dividendosi nelle città simbolicamente più importanti.

La questione vigevanese

Da nessuna parte le elezioni hanno sollevato un paradosso più sorprendente che a Vigevano, una città industriale lombarda di 62.000 abitanti dove il 15% della popolazione è nata all’estero. La città è controllata dalla Lega, il cui leader nazionale Matteo Salvini ha sostenuto che la cittadinanza dovrebbe essere revocata agli immigrati di seconda generazione che commettono reati. Eppure il candidato sindaco della Lega locale, il gioielliere Riccardo Ghia, ha fatto notizia quando ha inserito due candidati musulmani nella sua lista di consiglieri – una mossa calcolata per attirare voti dalle comunità di immigrati.

Una delle due, l’italo-egiziana Hagar Haggag, 20 anni, che indossa il velo islamico e studia diplomazia, ha raccontato di aver ricevuto una marea di insulti e minacce da quando è stata annunciata la sua candidatura. Ha detto all’AFP di “non aver mai sentito il razzismo” all’interno della sezione locale del partito, e ha detto che stava correndo in parte per “mettere fine al cliché di sinistra secondo cui le donne musulmane sono ignoranti”. L’altro candidato, Ibrahim Hussein, portavoce della sala di preghiera locale, ha presentato la sua candidatura “in nome di Allah”, scrivendo su Facebook di aver scelto la Lega perché si considera “un vero esempio di integrazione”.

La dirigenza nazionale della Lega ha prontamente preso le distanze da entrambi i candidati. Li sostiene Fratelli d’Italia Meloni. Forza Italia, nel frattempo, sostiene una lista di sindaci completamente diversa.

Di estrema destra e di centrosinistra

Le divisioni potrebbero favorire il nuovo partito di estrema destra di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, il cui candidato locale ha chiesto la chiusura della sala di preghiera musulmana e l’intervento dell’esercito contro gruppi di giovani vicino alla stazione di Vigevano.

Nelle precedenti elezioni amministrative, Futuro Nazionale ha ottenuto il 4,2% dei voti.

Nel centrosinistra è candidata al consiglio anche Sabrine Hamrouni, 23 anni, figlia di un operaio edile tunisino arrivato a Vigevano negli anni Novanta. “Sono nata qui. Ho sempre vissuto qui ma sono ancora straniera”, ha detto all’AFP.

Leggere l’umore nazionale

Il sociologo Maurizio Ambrosini dell’Università Statale di Milano osserva che i candidati con un background di immigrazione rimangono relativamente rari nelle elezioni italiane, dove l’immigrazione è più recente che in Francia o Germania. “Molti migranti naturalizzati tendono verso destra”, ha detto; una tendenza che le candidature di Vigevano mettono in forte rilievo.

Con le elezioni generali previste per il 2027, la coalizione di governo detiene attualmente circa il 47,5% della quota di seggi prevista nei sondaggi nazionali. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia e le continue tensioni sociali, compreso un ulteriore sciopero generale annunciato per il 29 maggio, stanno offuscando le prospettive del governo. Il modo in cui gli equilibri di potere si sposteranno stasera nei municipi italiani sarà studiato attentamente a Roma come primo indicatore dell’umore nazionale.

Tutti i comuni che non riescono a produrre un vincitore al primo turno vanno al ballottaggio il 7 e 8 giugno.