Il Senato italiano ha dato l’approvazione definitiva alla legislazione che impone alle scuole di ottenere il consenso scritto dei genitori prima di impartire qualsiasi educazione sessuale o relazionale. Il voto ha diviso il Paese lungo linee fortemente ideologiche.
Giovedì il Senato italiano ha dato l’approvazione definitiva alla legge che impone alle scuole di ottenere il consenso scritto dei genitori prima di impartire qualsiasi educazione sessuale o relazionale agli alunni, in un voto approvato con 78 voti a favore e 38 contrari. La legislazione, nota come Legge Valditara dal nome del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, aveva già dato il via libera alla Camera lo scorso dicembre.
Secondo la nuova legge, le scuole secondarie devono ottenere il consenso informato scritto dei genitori, o degli stessi studenti se hanno più di diciotto anni, prima di procedere con qualsiasi attività o progetto relativo alla sessualità o alle relazioni affettive. Nelle scuole primarie e materne tali contenuti sono completamente vietati.
Valditara: tutelare i bambini, non limitare l’istruzione
Salutando il voto come una riforma storica, Valditara ha affermato che la legge proteggerà i bambini da quella che ha definito “propaganda di genere”. Restituirebbe inoltre ai genitori il diritto costituzionale di guidare l’educazione dei propri figli. Si è mosso per confutare quelle che ha descritto come deliberate false dichiarazioni sulla portata della legislazione.
“Non è vero che questa legge impedirà l’educazione emotiva”, ha detto. “Per la prima volta, il governo ha reso obbligatoria l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia a tutti i livelli scolastici”. Ha aggiunto che l’educazione sessuale biologica continuerà nei programmi di studio delle scienze. Ha annunciato inoltre che per la prima volta nei programmi delle scuole medie sarà introdotto l’insegnamento sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Il governo ha sostenuto che la legge formalizza il consenso dei genitori come salvaguardia, garantendo che le famiglie siano coinvolte nelle decisioni sui contenuti educativi sensibili. Valditara ha inoltre stabilito che qualsiasi insegnamento di questo tipo debba essere impartito da professionisti qualificati – medici, psicologi e accademici – piuttosto che da organizzazioni di tutela.
Opposizione: un passo indietro per il Paese
I partiti di opposizione sono stati feroci. La senatrice Simona Malpezzi del Partito Democratico di centrosinistra ha descritto la legge come una minaccia all’autonomia delle scuole, accusando il governo di dire ai genitori di diffidare degli insegnanti dei loro figli. La senatrice Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle ha affermato che il provvedimento “costituisce un pericoloso precedente” e costituisce un passo indietro per il Paese, definendolo “un manifesto della paura della libertà e della diversità”.
L’argomentazione più ampia dell’opposizione è che la legge mina gli sforzi per combattere lo stupro, la violenza di genere e il femminicidio erigendo barriere al tipo di educazione al consenso che potrebbe aiutare i giovani a sviluppare atteggiamenti più sani nei confronti delle relazioni. Anche l’organizzazione benefica per bambini Save the Children ha sollevato preoccupazioni.
La controversia riflette uno scontro culturale più ampio su come la società bilancia tradizione, autorità genitoriale e approcci moderni al genere e alla salute sessuale. Ciò si è notevolmente aggravato in Italia negli ultimi anni, nel contesto di un continuo dibattito nazionale sul femminicidio e sulla violenza di genere. I critici della legislazione sostengono che esiste una contraddizione fondamentale in un governo che ha inasprito le sanzioni per la violenza contro le donne e allo stesso tempo ha reso più difficile insegnare ai giovani il consenso e le relazioni sane.